Per raggiungere Rezzago in auto, il riferimento principale resta l’asse autostradale che porta verso Como e il Triangolo Lariano. Da Milano, la soluzione più lineare è l’Autostrada dei Laghi A9 (Milano–Como–Chiasso), con uscita consigliata Como Nord: da qui si prosegue sulla viabilità ordinaria in direzione Erba e poi verso la dorsale che sale in area lariana.
In alternativa, soprattutto se si parte da Milano nord o dall’hinterland est, è utile innestarsi sulla Tangenziale Nord di Milano A52 per evitare i punti più congestionati della rete urbana e agganciarsi in modo più scorrevole ai corridoi verso Como. L’accesso all’A9 tramite gli svincoli della cintura milanese riduce le variazioni di tempo tipiche delle ore di punta, quando gli ingressi cittadini sono più lenti.
Una volta lasciata l’autostrada, la direttrice più comune verso l’area di Erba utilizza la SS342 Briantea, strada statale che collega i principali centri brianzoli e comaschi con un tracciato a rotatorie e intersezioni a raso. La SS342 è pratica perché consente di mantenere una marcia regolare, ma richiede attenzione nei tratti con attraversamenti urbani e nei punti in cui la velocità si abbassa per semafori e immissioni.
Avvicinandosi al territorio del Triangolo Lariano, diventano determinanti le SP locali, con carreggiate più strette e andamento collinare. Nel comasco sono frequenti collegamenti su SP con curve ravvicinate, pendenze e tornanti, quindi conviene impostare una guida fluida e prevedere tempi leggermente più elastici rispetto ai chilometri indicati. Nei giorni umidi o invernali, l’aderenza può cambiare rapidamente nei tratti in ombra.
Da Milano a Rezzago la percorrenza media, in condizioni di traffico ordinario, è di circa 60–75 km con tempi indicativi tra 1 h e 1 h 20 min, variabili in base all’orario e alla presenza di code sui nodi di accesso a Como e sulla SS342. Al mattino feriale e nel tardo pomeriggio è realistico considerare margini aggiuntivi, perché gli incolonnamenti si concentrano sulle intersezioni principali e sulle rotatorie più cariche.
Negli ultimi chilometri l’accesso al paese avviene su strade comunali e provinciali con incroci ravvicinati e visibilità non sempre ampia: meglio evitare sorpassi e mantenere una velocità costante. Per chi usa navigatore, è utile verificare che il percorso privilegi le arterie principali fino al fondovalle e solo dopo la salita finale, riducendo deviazioni su vie secondarie che possono risultare più strette o meno scorrevoli in caso di incrocio con veicoli di grandi dimensioni.